Animazione urbana, giardinaggio, teatro e contenuti social: nei mesi di giugno e luglio, le persone del Centro diurno Capolavoro e i giovani di Piazza Ragazzabile hanno condiviso esperienze, competenze e nuovi modi di guardarsi.



«Abbiamo vissuto il fare insieme senza pregiudizi».
Non si è trattato semplicemente di incontrarsi o di partecipare alle stesse attività. Il gruppo ha progettato, lavorato, improvvisato e affrontato le difficoltà fianco a fianco, con un obiettivo comune: mettere le proprie competenze a disposizione del territorio.
Piazza Ragazzabile e Grugliasco Giovani
Il progetto Grugliasco Giovani e il laboratorio urbano e di cittadinanza attiva di Piazza Ragazzabile sono coordinati dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Grugliasco e gestiti dagli operatori della Cooperativa San Donato di Torino, in collaborazione con l’associazione GO – Grugliasco Oratori.
Attraverso attività di animazione socioculturale, cittadinanza attiva e cura dei beni comuni, i giovani sperimentano concretamente la collaborazione con le diverse realtà del territorio. Dal 2021, anche i Centri Diurni Capolavoro e Barattolo di Grugliasco e Rivoli collaborano con loro, costruendo occasioni di incontro, condivisione e partecipazione.
Una continuità che ha permesso alle persone coinvolte di conoscersi sempre meglio e di andare oltre le idee che spesso precedono l’incontro reale.
«Spesso si pensa che alla vostra età ci siano molti pregiudizi. Invece ci avete considerato come tutti gli altri», ha raccontato Elena, una delle persone che frequentano Capolavoro.
Elena, Centro diurno Capolavoro
Un laboratorio aperto alla città
Per sei settimane il gruppo di Animazione Urbana di Piazza Ragazzabile ha abitato il Parco Le Serre, condividendo nuovi stimoli, idee e molto divertimento con il team del Laboratorio di Animazione di Capolavoro.
Il laboratorio del centro diurno è nato per portare all’esterno competenze e progetti, offrendo alle persone che lo frequentano l’opportunità di sperimentarsi in contesti diversi e di diventare una risorsa concreta per il territorio.
Prima con il nome di “Ful Gas”, scelto dal primo turno di Piazza Ragazzabile, e poi con “Aura Plus”, scelto dal secondo, piazzisti e animatori di Capolavoro hanno realizzato insieme momenti di intrattenimento dedicati ai bambini delle scuole dell’infanzia e dei centri estivi, oltre che agli anziani del centro estivo Nello Farina.

Giochi, musica, balli e attività condivise hanno trasformato i gruppi in vere squadre, capaci di incontrare persone diverse e adattarsi a contesti sempre nuovi.



«Mi è piaciuto tanto perché ho conosciuto persone più giovani di me», ha raccontato Gloria. «Per l’età che hanno, scegliere di stare e fare delle cose insieme a noi non è scontato. Spero di poter ripetere questa esperienza».
Gloria, Centro diurno Capolavoro

Per Capolavoro, collaborazioni come questa rappresentano una parte fondamentale del percorso: uscire dal centro significa mettersi alla prova in situazioni reali, assumersi responsabilità, mostrare le proprie competenze e avere un ruolo attivo nella comunità.
Gli Attira Farfalle: creatività e cura degli spazi comuni
Una parte importante della collaborazione è stata dedicata al Giardino delle Farfalle, all’interno del Parco Culturale Le Serre di Grugliasco.
Il team di giardinaggio di Capolavoro e i gruppi di Piazza Ragazzabile hanno prima ripulito e curato il giardino, per poi progettare e costruire gli Attira Farfalle: strutture allegre e colorate, simili a piccoli spaventapasseri, realizzate con materiali di recupero per rendere il giardino ancora più vivace e accogliente.


Ogni fase del lavoro è stata condivisa: dalle idee iniziali alla scelta dei materiali, fino alla costruzione e all’allestimento. Un’attività che ha unito creatività, manualità e attenzione per un bene comune, permettendo a ciascuno di contribuire con le proprie capacità.
L’esperienza è diventata anche un’occasione per raccontarsi all’esterno. Il gruppo ha realizzato due video pubblicati sui social, nei quali le persone coinvolte hanno spiegato in modo semplice e divertente che cosa sono gli Attira Farfalle e come sono stati costruiti.
Sul palco, senza etichette
La collaborazione è proseguita anche sul palco, prima durante l’animazione dedicata agli anziani e poi con “Pillole d’improvvisazione burattinesca”, un’attività teatrale condivisa anche con il Centro diurno Tavolozza e la Comunità Radich della Cooperativa Il Margine.
Sono emersi entusiasmo, complicità, spontaneità e, soprattutto, la capacità di sostenersi a vicenda. Momenti divertenti e carichi di significato sia per chi si è messo in gioco sia per chi ha assistito.

«Quando eravate tutti insieme sul palco mi sono commossa», ha raccontato Francesca, educatrice di Capolavoro. «Ho visto qualcosa che mi fa credere ancora di più che “fare insieme” sia importante. Non basta parlare di incontro e inclusione: bisogna incontrarsi in un punto e avere un obiettivo comune. Voi avete dimostrato che è possibile».
Anche per i giovani di Piazza Ragazzabile l’esperienza ha lasciato il segno.
«Ho conosciuto persone nuove e mi è piaciuto lavorare con voi. Spero di ritrovarvi… mi sa che torno», ha aggiunto Samu.
Samu, Piazza Ragazzabile
Non parliamo soltanto di inclusione: viviamola!
Durante queste settimane, le differenze non sono state cancellate o ignorate. Sono semplicemente diventate parte del gruppo.
«Abbiamo vissuto tutto senza pregiudizio, come se fossimo una persona sola», ha spiegato Simona, responsabile del gruppo di Piazza Ragazzabile. «A volte basta vivere le realtà per capire davvero che cosa sono e che cosa possiamo fare insieme. Ciascuno è importante a modo suo, ciascuno è una risorsa. Noi ne siamo la testimonianza».
Simona, responsabile del gruppo di Piazza Ragazzabile
Il progetto ha mostrato concretamente che l’inclusione non nasce da un’attività organizzata “per” qualcuno, ma dalla possibilità di costruire qualcosa con gli altri.
Per questo l’esperienza non vuole concludersi con l’estate. Dal gruppo è già emersa la volontà di incontrarsi ancora e di immaginare nuove attività da realizzare insieme durante l’anno.


Perché quando persone diverse si incontrano intorno a un obiettivo comune, non cambiano soltanto le attività che riescono a realizzare: cambia il modo di guardarsi, di stare insieme e di immaginare ciò che è possibile.





